François Cazzanelli, icona dell'alpinismo moderno, festeggia il suo trentaseiesimo compleanno ripercorrendo un anno straordinario, il 2025, costellato di imprese che hanno arricchito ulteriormente il suo già prestigioso palmarès. Le sue spedizioni non sono state solo un susseguirsi di successi personali, ma anche una dimostrazione di profonda connessione con la montagna e un'ode alla tradizione della sua valle natale. Le sue ascensioni, spesso in compagnia di fidati compagni, hanno lasciato il segno sulle pareti più impegnative, da nuove vie pionieristiche a concatenazioni mozzafiato, ponendolo tra i protagonisti indiscussi del panorama alpinistico.
L'inizio del 2025 ha visto Cazzanelli, affiancato da Bepi Vidoni, inaugurare la stagione con l'apertura di una nuova e impegnativa via, denominata 'L'Esprit des Murailles', sulla maestosa parete sud-est della Dent d’Herens. Questa realizzazione, che si estende per 500 metri con difficoltà tecniche elevate, ha dato il via a un anno di intense attività. Successivamente, nella primavera dello stesso anno, l'alpinista della Valtournenche si è concentrato sul massiccio del Monte Bianco, dove, sempre con Vidoni, ha completato altre due nuove imprese. Tra queste spiccano 'Bianco Invisibile', una via impegnativa sull'Aiguille Blanche de Peuterey, e 'Combo', sulla parete nord-est del Mont Greuvettaz. La sua capacità di innovare e di affrontare sfide complesse, unite a un profondo rispetto per l'ambiente montano, evidenziano la sua dedizione all'alpinismo di alto livello.
Un momento culminante dell'estate è stato l'impressionante concatenamento in velocità di cinque creste del Monte Rosa. In sole 13 ore e 39 minuti, Cazzanelli ha scalato senza interruzioni Punta Perazzi, Castore, Naso del Lyskamm, Lyskamm orientale e Dufour, un'impresa che ha dimostrato la sua resistenza e la sua abilità tecnica. L'apice di questo anno eccezionale è giunto in ottobre con la conquista del Kimshung, una vetta himalayana inviolata di 6.781 metri, in Nepal. Questa montagna rappresentava un obiettivo a lungo inseguito dall'alpinista, che già dal 2015 sognava di scalarla. L'intervista rilasciata a Montagna.tv offre un approfondimento sulla sua filosofia e sulla sua visione dell'alpinismo, rivelando un atleta che, nonostante i successi, mantiene una straordinaria umiltà e un'ammirevole ammirazione per i colleghi, come dimostrato dalle sue parole di elogio per Kilian Jornet.
Nel mondo dell'alpinismo, spesso segnato da rivalità, François Cazzanelli si distingue per la sua sportività. Egli riconosce il valore delle imprese altrui, come la straordinaria traversata dei 4000 delle Alpi compiuta da Kilian Jornet, che ha ridefinito i limiti umani. Nato il 31 gennaio 1990 ai piedi del Cervino, Cazzanelli è una guida alpina che porta avanti una tradizione familiare centenaria. Il suo trisavolo, Daniel Maquignaz, fu tra i primi a scalare il Dente del Gigante nel 1882, e questo retaggio ha senza dubbio plasmato il suo profondo legame con la montagna e il suo approccio all'alpinismo.
La sua carriera è ricca di decine di ascensioni in velocità e concatenamenti da record. Ad esempio, la scorsa estate, con Giuseppe Vidoni, ha affrontato e scalato rapidamente la via “Divine Providence” sul Pilier d’Angle, un capolavoro dei pionieri Gabarrou-Marsigny, proseguendo poi fino alla cima del Monte Bianco e tornando a valle in meno di 24 ore. Nel febbraio del 2019, con Francesco Ratti, ha completato in tre giorni la traversata integrale della catena dal Cervino alle Grandes e Petites Murailles. Un anno prima, in compagnia di Andreas Steindl, aveva scalato in un solo giorno, in circa 16 ore, le quattro creste del Cervino: Hörnli, Furggen, Z’mutt e Leone. Nel suo curriculum spiccano anche cinque “ottomila” e numerose ripetizioni di vie storiche sulle Alpi, oltre alle indispensabili ascensioni con i suoi clienti, che gli consentono di mantenere un equilibrio tra la sua attività professionale e le sue imprese personali.
La discussione sull'alpinismo di velocità, riportata in auge dalle imprese di Kilian Jornet e Filip Babicz, ha permesso a Cazzanelli di esprimere il suo apprezzamento per questi atleti. Egli riconosce che Jornet ha "spostato in avanti il limite" con la sua traversata degli 82 "quattromila" delle Alpi in soli 19 giorni, utilizzando la bicicletta per i trasferimenti. Cazzanelli stesso ammette di aver pensato a un progetto simile in futuro, ma con un approccio più personale, che non si limitasse alle vie normali. Ha anche chiarito le diverse tipologie di traversate del Cervino, la sua montagna di casa, evidenziando le imprese storiche e le loro evoluzioni. Rispetto agli Ottomila, pur avendo scalato Everest, K2, Lhotse, Manaslu e Nanga Parbat, egli predilige progetti più personali e originali, pur riconoscendo l'importanza delle imprese himalayane. Il suo commento sulla distinzione tra "puro alpinismo himalayano" e "le file lungo le corde fisse" sottolinea la sua attenzione alla qualità e all'etica delle ascensioni, in contrasto con la ricerca mediatica di record a tutti i costi. Infine, la sua visione dell'essere guida alpina come un valore aggiunto per un alpinista di alto livello, evidenziando la capacità di gestire il tempo e di creare rapporti umani, riflette la sua profonda passione e il suo rispetto per la professione.
Nel suo percorso, Cazzanelli ha avuto maestri e modelli ispiratori come Patrick Gabarrou, Erhard Loretan e Christophe Profit, tre grandi alpinisti e guide che hanno influenzato la sua crescita professionale e personale. Egli sottolinea che essere una guida alpina arricchisce l'esperienza di un alpinista di alto livello, fornendo non solo competenze tecniche ma anche una profonda comprensione dei rapporti umani e la capacità di aiutare gli altri a realizzare i propri sogni in montagna. L'equilibrio tra le spedizioni personali e il lavoro con i clienti è fondamentale per Cazzanelli, che vede in ogni attività un'opportunità di crescita. La sua recente impresa sulla via 'Divine Providence' con Giuseppe Vidoni, salita e discesa dal fondovalle in giornata, è un esempio emblematico della sua dedizione, dimostrando come la preparazione meticolosa, la superazione dei dubbi e la collaborazione possano portare a risultati straordinari, fungendo da ispirazione per chiunque voglia superare i propri limiti in montagna.