Il mese di gennaio è stato un periodo ricco di avvenimenti e dibattiti nel panorama montano, spaziando da eccezionali imprese alpinistiche a importanti questioni di sicurezza, sostenibilità e innovazione tecnologica. Abbiamo assistito a performance che hanno ridefinito i limiti dell'arrampicata, come quella di Alex Honnold, e a discussioni cruciali sul soccorso alpino a pagamento, evidenziando la complessità delle normative. Inoltre, sono emerse preoccupazioni riguardo alla diffusione di informazioni potenzialmente pericolose per gli escursionisti e si è riflettuto sulla necessità di un approccio più ecologico al turismo invernale, in risposta ai cambiamenti climatici. Questo periodo ha anche celebrato figure storiche dell'alpinismo e offerto spunti per nuove esperienze in montagna attraverso il cinema, purtroppo non senza tragedie che ci ricordano i pericoli insiti nell'alta quota.
Nel corso del mese, Alex Honnold ha catturato l'attenzione globale con la sua audace arrampicata in solitaria sul Taipei 101, un'impresa trasmessa in diretta mondiale che ha sollevato interrogativi sul futuro e l'evoluzione dell'alpinismo. Questo evento ha non solo messo in luce le incredibili capacità umane, ma ha anche aperto un dibattito sull'influenza dei media e della spettacolarizzazione nelle discipline montane. Le immagini mozzafiato hanno dimostrato come la passione per l'arrampicata possa spingersi oltre i confini naturali, sfidando strutture artificiali e ridefinendo il concetto di 'vetta'.
Un altro tema caldo è stato il dibattito sul soccorso alpino a pagamento, un argomento che ha generato un ampio clamore. Le nuove normative, che non menzionano esplicitamente il Soccorso Alpino e i Vigili del Fuoco, lasciano aperte questioni sulla definizione dei comportamenti che giustificano il rimborso e sulla necessità di decreti attuativi chiari. La speranza è che tali leggi possano essere migliorate per garantire equità e chiarezza, senza compromettere l'efficacia dei soccorsi in montagna.
Si è anche evidenziata la questione delle informazioni fuorvianti, con un focus su piattaforme e pubblicazioni che propongono itinerari potenzialmente pericolosi, come le 'ciaspolate' sul Corno Grande e sul Monte Vettore in inverno. Questi casi sollevano la necessità di un'attenta verifica delle fonti e della sensibilizzazione sulla sicurezza in montagna, specialmente in condizioni invernali estreme. Il ruolo di organizzazioni come il CNSAS diventa fondamentale nel contrastare la disinformazione e promuovere una cultura della montagna responsabile.
Il futuro della montagna invernale è stato un altro punto centrale, con particolare attenzione alle piccole e medie stazioni sciistiche che faticano a sostenere economicamente la neve artificiale. Questa situazione spinge verso un ripensamento del modello turistico, orientandosi verso un approccio più sostenibile e in armonia con la natura, che possa garantire divertimento e rispetto per l'ambiente anche di fronte a inverni meno nevosi. Macugnaga, ad esempio, dopo la chiusura forzata degli impianti, è vista come un esempio di come la ripartenza possa avvenire in chiave 'green'.
Le tragedie, purtroppo, hanno segnato anche questo mese, come il dramma sul Makalu, dove Phurba Onggel Sherpa ha perso la vita e Abolfazl Gozali è disperso. Questi eventi dolorosi ci ricordano la fragilità della vita in alta quota e l'incessante impegno degli alpinisti e dei soccorritori. Allo stesso tempo, si sono celebrate le vite e le imprese di figure leggendarie come Renzino Cosson, il cui legame con Giorgio Bertone e il rifugio sopra Courmayeur simboleggia l'amicizia e la passione indissolubile per la montagna.
Infine, l'impatto dell'intelligenza artificiale, in particolare di ChatGPT, sulla pianificazione delle escursioni è stato esaminato criticamente. L'esperimento di pianificare un'uscita con l'AI ha rivelato significative imprecisioni e lacune, mettendo in guardia contro l'affidamento esclusivo a queste tecnologie per attività che richiedono esperienza e conoscenza specifica del territorio. Parallelamente, il mondo del cinema ha offerto dieci film di montagna del 2025 che raccontano storie di straordinarie imprese umane, celebrando le persone dietro le avventure senza retorica.
Il mese si è concluso con un insieme di narrazioni che spaziano dall'entusiasmo per le nuove conquiste alle riflessioni più profonde sulle sfide etiche e ambientali. È stato un periodo in cui si è parlato di limiti umani, di innovazione, di rischio e di responsabilità, ma anche di pura bellezza e di amore per l'ambiente alpino. Questi temi continueranno a modellare il nostro rapporto con le vette, invitandoci a una maggiore consapevolezza e a un approccio sempre più rispettoso e informato.